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LA MOSTRA
Organizzatore:
Museo Storico Didattico della Tappezzeria "Vittorio
Zironi"
Curatrice:
Dott.ssa Francesca
Ghiggini Storico dell'Arte
Direzione generale:
Francesco Zironi
Progetto allestimenti:
Zironi Architetti
Con il Patrocinio di:
Comune di Bologna - Quartiere Saragozza
Partner:
Edizioni NuovaS1
Sponsor Tecnico:
Copisteria Collegio di Spagna
INTRODUZIONE
STORICA ALLA MOSTRA
L’opera di Guido Fiorini, nato a Bologna
il 5 maggio del 1879 e morto a Gignese il 30 settembre del 1960, figura
chiave del Liberty bolognese, pittore decoratore, restauratore,
affreschista e grafico, fino ad ora non è stata oggetto di studio.
L’intensità della sua carriera è riflessa dalla vastità del suo archivio
artistico, composto da schizzi, disegni e bozzetti ad acquerello, donato nel
1990 al Museo della Tappezzeria “Vittorio Zironi” di Bologna dalla figlia
Azeglia Fiorini Benedek e dal nipote Giorgio Benedek.
Come appare riportato in un manoscritto allegato alla donazione, lo Stato
di Servizio autografo del pittore bolognese Guido Fiorini, dove egli
stesso ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera, l’inizio della
sua professione avvenne nel 1902, presso lo studio di San Francesco in
Bologna, sede della Società Aemilia Ars. E’ stato pertanto deciso di
dedicare questo primo studio ai disegni realizzati dall’artista per il
settore Merletti e Ricami antichi della Società stessa, la maggior parte dei
quali appaiono qui pubblicati per la prima volta, e alle altre opere di
grafica presenti nella donazione, per la maggior parte iniziali e testate di
pagina ornate, del tutto inedite.
Come è noto, la Società Aemilia Ars venne fondata a Bologna il 3
dicembre 1898 per iniziativa di un gruppo di notabili ed intellettuali e con
la direzione artistica di Alfonso Rubbiani, allo scopo di riqualificare e
dare nuovo impulso alle Arti Decorative emiliane. La Società comprendeva
numerosi settori di produzione che, malgrado il successo ottenuto nel 1902
alla Prima Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna di Torino,
vennero chiusi nel 1903, quando il presidente, il conte Francesco Cavazza,
decise di mantenere attivo solo il settore Merletti e Ricami a punto antico,
guidato dalla consorte Lina Bianconcini Cavazza e con la direzione artistica
ancora affidata ad Alfonso Rubbiani, che mantenne l’incarico fino alla
morte, avvenuta nel 1913 e, in seguito, ad Achille Casanova. L’anno di
inizio delle attività del settore femminile della Società Aemilia Ars,
con sede nel centro di Bologna, in via Ugo Bassi n. 21, è considerato il
1901 mentre nel 1936 la Società venne posta in liquidazione.
Il
materiale conservato al Museo della Tappezzeria “Vittorio Zironi” di Bologna
relativo ai disegni di merletti realizzati da Guido Fiorini illustra, nella
maggior parte dei casi, studi e dettagli di colletti per signora, destinati
ad adornare le scollature poi, come imponeva la moda femminile della
Belle Époque, velate dalla guimpe, ma anche centri, balze e
angoli di tovaglie, di federe e copri federe, cornici e bordi a diversa
destinazione; sono anche presenti i disegni realizzati per la chiesa di San
Domenico di Bologna e per la Basilica di Sant’Antonio di Padova, che
raffigurano esclusivamente balze di tovaglie d’altare.
Le opere di grafica, come accennato per la maggior parte iniziali e testate
di pagina ornate ma anche un insieme di disegni realizzati dall’artista per
la figlia bambina, vennero realizzate tra il 1905 e il 1930 circa; da queste
emerge un uso sapiente del bianco e del nero, per il quale fu senz’altro
determinante l’apprendistato giovanile dell’artista presso un tipografo, ma
anche il sodalizio con Alfredo Baruffi, artista della cerchia di Alfonso
Rubbiani che scelse di dedicarsi particolarmente alla grafica. L’abilità
della composizione delle incorniciature naturalistiche, ma anche la grazia e
la ricerca espresse
dalle diverse declinazioni del tema floreale mostrano invece un riflesso del
profondo sodalizio artistico con Achille Casanova, che Guido Fiorini
affiancò dal 1938 al 1940, per completare la straordinaria impresa della
decorazione ad affresco dell’abside della basilica di Sant’Antonio di
Padova.
Queste opere appaiono soprattutto l’espressione di un artista che, per
questo settore della sua attività, scelse di rimanere sempre fedele ad una
cifra ed una maniera scopertamente Liberty. In alcune è infatti più
evidente il movimento fluido caratteristico dell’Art Nouveau,
espresso anche dalla vitalità delle folte e flessuose capigliature
femminili, in altre appaiono chiari riferimenti allo stile Déco,
riconoscibile nella ricercata simmetria di alcune decorazioni, dove spesso
appare anche una minuta ornamentazione a carattere geometrico e astratto, di
origine secessionista e, in alcuni casi, in un naturalismo meno diretto e
più stilizzato. Tutte però esprimono soprattutto una cifra ed una maniera
essenzialmente Liberty, intesa come stile gioioso e giovanile,
un’arte che celebra la Bellezza estesa anche alla quotidianità, evidente nei
disegni allegorici che propongono scene domestiche, ma che è soprattutto
esplicita nella rappresentazione dell’universo femminile, un’immaginaria
galleria di ritratti, con volti che riescono a trasmettere differenti
messaggi, gioia, calma e armonia ma anche inquietudine sottile. Pienamente
Liberty è anche la rappresentazione del nudo femminile che, nel
significato di tramite con il mondo della natura, divenne una categoria
estetica e il genere più rappresentato nelle varie traduzioni artistiche di
quegli anni, che Fiorini svolge in molte lettere ornate e in un “Alfabeto
completo”, realizzato su fondo nero e su fondo bianco.
A cura Dott.ssa Francesca Ghiggini
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