I disegni di Guido Fiorini

BOLOGNA Museo Storico Didattico della Tappezzeria "Vittorio Zironi"  5 ottobre 2014 - 31 luglio 2015


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LA MOSTRA

Organizzatore: Museo Storico Didattico della Tappezzeria "Vittorio Zironi"

Curatrice: Dott.ssa Francesca Ghiggini Storico dell'Arte

Direzione generale: Francesco Zironi

Progetto allestimenti: Zironi Architetti

Con il Patrocinio di: Comune di Bologna - Quartiere Saragozza

Partner: Edizioni NuovaS1

Sponsor Tecnico: Copisteria Collegio di Spagna

INTRODUZIONE STORICA ALLA MOSTRA

L’opera di Guido Fiorini, nato a Bologna il 5 maggio del 1879 e morto a Gignese il 30 settembre del 1960, figura chiave del Liberty bolognese, pittore decoratore, restauratore, affreschista e grafico, fino ad ora non è stata oggetto di studio. L’intensità della sua carriera è riflessa dalla vastità del suo archivio artistico, composto da schizzi, disegni e bozzetti ad acquerello, donato nel 1990 al Museo della Tappezzeria “Vittorio Zironi” di Bologna dalla figlia Azeglia Fiorini Benedek e dal nipote Giorgio Benedek.
Come appare riportato in un manoscritto allegato alla donazione, lo Stato di Servizio autografo del pittore bolognese Guido Fiorini, dove egli stesso ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera, l’inizio della sua professione avvenne nel 1902, presso lo studio di San Francesco in Bologna, sede della Società Aemilia Ars. E’ stato pertanto deciso di dedicare questo primo studio ai disegni realizzati dall’artista per il settore Merletti e Ricami antichi della Società stessa, la maggior parte dei quali appaiono qui pubblicati per la prima volta, e alle altre opere di grafica presenti nella donazione, per la maggior parte iniziali e testate di pagina ornate, del tutto inedite.
Come è noto, la Società Aemilia Ars venne fondata a Bologna il 3 dicembre 1898 per iniziativa di un gruppo di notabili ed intellettuali e con la direzione artistica di Alfonso Rubbiani, allo scopo di riqualificare e dare nuovo impulso alle Arti Decorative emiliane. La Società comprendeva numerosi settori di produzione che, malgrado il successo ottenuto nel 1902 alla Prima Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna di Torino, vennero chiusi nel 1903, quando il presidente, il conte Francesco Cavazza, decise di mantenere attivo solo il settore Merletti e Ricami a punto antico, guidato dalla consorte Lina Bianconcini Cavazza e con la direzione artistica ancora affidata ad Alfonso Rubbiani, che mantenne l’incarico fino alla morte, avvenuta nel 1913 e, in seguito, ad Achille Casanova. L’anno di inizio delle attività del settore femminile della Società Aemilia Ars, con sede nel centro di Bologna, in via Ugo Bassi n. 21, è considerato il 1901 mentre nel 1936 la Società venne posta in liquidazione.
Il materiale conservato al Museo della Tappezzeria “Vittorio Zironi” di Bologna relativo ai disegni di merletti realizzati da Guido Fiorini illustra, nella maggior parte dei casi, studi e dettagli di colletti per signora, destinati ad adornare le scollature poi, come imponeva la moda femminile della Belle Époque, velate dalla guimpe, ma anche centri, balze e angoli di tovaglie, di federe e copri federe, cornici e bordi a diversa destinazione; sono anche presenti i disegni realizzati per la chiesa di San Domenico di Bologna e per la Basilica di Sant’Antonio di Padova, che raffigurano esclusivamente balze di tovaglie d’altare.
Le opere di grafica, come accennato per la maggior parte iniziali e testate di pagina ornate ma anche un insieme di disegni realizzati dall’artista per la figlia bambina, vennero realizzate tra il 1905 e il 1930 circa; da queste emerge un uso sapiente del bianco e del nero, per il quale fu senz’altro determinante l’apprendistato giovanile dell’artista presso un tipografo, ma anche il sodalizio con Alfredo Baruffi, artista della cerchia di Alfonso Rubbiani che scelse di dedicarsi particolarmente alla grafica. L’abilità della composizione delle incorniciature naturalistiche, ma anche la grazia e la ricerca espresse
dalle diverse declinazioni del tema floreale mostrano invece un riflesso del profondo sodalizio artistico con Achille Casanova, che Guido Fiorini affiancò dal 1938 al 1940, per completare la straordinaria impresa della decorazione ad affresco dell’abside della basilica di Sant’Antonio di Padova.
Queste opere appaiono soprattutto l’espressione di un artista che, per questo settore della sua attività, scelse di rimanere sempre fedele ad una cifra ed una maniera scopertamente Liberty. In alcune è infatti più evidente il movimento fluido caratteristico dell’Art Nouveau, espresso anche dalla vitalità delle folte e flessuose capigliature femminili, in altre appaiono chiari riferimenti allo stile Déco, riconoscibile nella ricercata simmetria di alcune decorazioni, dove spesso appare anche una minuta ornamentazione a carattere geometrico e astratto, di origine secessionista e, in alcuni casi, in un naturalismo meno diretto e più stilizzato. Tutte però esprimono soprattutto una cifra ed una maniera essenzialmente Liberty, intesa come stile gioioso e giovanile, un’arte che celebra la Bellezza estesa anche alla quotidianità, evidente nei disegni allegorici che propongono scene domestiche, ma che è soprattutto esplicita nella rappresentazione dell’universo femminile, un’immaginaria galleria di ritratti, con volti che riescono a trasmettere differenti messaggi, gioia, calma e armonia ma anche inquietudine sottile. Pienamente Liberty è anche la rappresentazione del nudo femminile che, nel significato di tramite con il mondo della natura, divenne una categoria estetica e il genere più rappresentato nelle varie traduzioni artistiche di quegli anni, che Fiorini svolge in molte lettere ornate e in un “Alfabeto completo”, realizzato su fondo nero e su fondo bianco.

A cura Dott.ssa Francesca Ghiggini

 

 

 
 

 

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